NEWS DALLA CITTA'

 

 

 

Scarpitta Mauro: Perchè i sacchetti della raccolta differenziata sono distribuiti al circolo Arci?

 

Carmignano, 14 gennaio 2010

- «Perchè i sacchetti della raccolta differenziata a Carmignano sono distribuiti al Circolo Arci 11 giugno? Sul sito del Comune di Carmignano è pubblicato con evidenza un comunicato piuttosto strano: "La distribuzione dei Kit o dei sacchi (per la raccolta differenziata dei rifiuti ndr) viene effettuata tutti i venerdì dalle 14.00 alle 19.00 presso il Circolo 11 Giugno, in piazza V. Emanuele 20 a Carmignano".

 

Il Comune di Carmignano dispone di un Ufficio ambiente e non si capisce quindi (o forse si capisce anche troppo bene) perchè demandare questo compito ad una struttura esterna legata all'Arci. Ancor meno si capisce perchè Asm abbia a sua volta adottato questo comportamento.

 

Qualcuno a Prato non deve aver capito che certe sinergie sul territorio non sono più compatibili con il nuovo clima politico venutosi a creare dopo le ultime elezioni comunali; o forse certi cambiamenti di rotta non sono stati indicati con l'energia e la chiarezza necessarie. Sarà bene provvedere alla svelta; gli elettori hanno espresso un voto di cambiamento radicale non di tranquilla continuità.

Mauro Scarpitta, Consigliere comunale di Carmignano de La Destra».

 

BRIGATE ROSSE O BRIGATE GIALLE?

In questi giorni abbiamo assistito a dei fatti incresciosi ed estranei alla cultura della nostra città, quali le minacce al Sindaco Cenni e all’assessore Milone ( che ha subito in estate un episodio simile).

A questo punto sorge una domanda : chi o cosa si annida dietro questo increscioso fatto?

Forse un folle o un gruppo di folli di dichiarata fede sinistrorsa che impotenti nel vedere la propria parte politica soccombere a livello nazionale hanno dovuto ingoiare anche la sconfitta a livello locale?

In questo caso il problema sarebbe di facile soluzione perché le nostre forze dell’ordine sarebbero in grado di scovarli e bloccare eventuali nefandezze.

Oppure forse sono delle potenti lobbies di criminalità organizzata orientale che vistosi toccare nei loro investimenti stanno reagendo nascondendosi dietro sigle terroristiche di sinistra?

In questo caso il problema non sarebbe facile da affrontare perché ci troveremmo di fronte ad un’organizzazione  che si sta sempre più radicando nel territorio e che mal sopporta di dover perdere una parte importante dei propri investimenti o detto in altra maniera di non poter più facilmente ripulire soldi sporchi provenienti da attività illecite.

D’altronde come si è potuto in questi anni non porsi le seguenti domande:

come possono sopravvivere numerose attività di ristorazione o altri esercizi orientali pagando degli affitti molto più alti di quelli che possono sostenere gli imprenditori italiani e non avere una clientela tale da giustificare simili spese?

Come può o poteva (perché ora dove hanno i maggiori insediamenti dettano loro i prezzi) un immigrato orientale da poco insediato nel nostro territorio acquistare immobili a prezzi quasi raddoppiati rispetto al mercato locale?

La Destra esprime la propria incondizionata solidarietà al Sindaco Cenni e all’assessore Milone e chiede loro di non farsi intimorire da alcuno e continuino in maniera imperterrita ad effettuare controlli a tappeto per il bene della nostra comunità e per lasciare una città migliore alle future generazioni.   

                                                                   Il Segretario Provinciale

                                                                       Sebastiano Campo

 

Cenni e Milone
sotto controllo

Più controlli intorno ad abitazioni e Comune. Il 12 comitato per la sicurezza. E i blitz nelle ditte cinesi continueranno

Prato, 7 gennaio 2010 - Sono stati rafforzati i controlli sul sindaco e l’assessore alla sicurezza Aldo Milone dopo le minacce di morte contenute nel volantino firmato dalle Br e dal partito comunista combattente recapitato a mano ad un quotidiano fiorentino. Si tratta di una misura precauzionale in attesa di capire di più sulla reale consistenza del documento, dove si dice che Cenni e Milone hanno «i giorni contati» a causa della «politica xenofoba» praticata contro «il proletariato cinese ed extracomunitario».

La misura è stata concordata l’altra sera fra la prefettura e le forze dell’ordine ed è già stata applicata. Le abitazioni del sindaco (che ieri ha detto di essere più preoccupato per gli atti vandalici alle scuole che dalle minacce) e Milone saranno sorvegliate con un’attenzione ancora maggiore rispetto a quanto è successo finora e così anche il Comune ed i luoghi che frequentano di solito. Polizia e carabinieri faranno passaggi più numerosi del solito per garantire un livello di protezione «rafforzato», poi il 12 gennaio si terrà il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura. La riunione era già prevista, ma è evidente che l’ordine del giorno sarà aggiornato per analizzare i fatti accaduti martedì, ovvero le minacce a firma Br contro il sindaco e Milone e l’allarme bomba in centro provocato dal ritrovamento di una borsa (conteneva solo una lampada e un generatore) vicino alla sede dell’Italia dei valori. Entrambi gli episodi, ma soprattutto le minacce contro sindaco e assessore, saranno approfonditi.
 

E un approfondimento è in atto anche da parte della sezione anti crimine dei carabinieri di Firenze che sta indagando sul volantino delle Br e sulle fotocopie di due articoli di giornale sui quali le foto di Cenni e Milone sono cerchiate in rosso con accanto la scritta «pum». Gli inquirenti restano prudenti sull’attendibilità delle minacce e ci sono degli aspetti che non convincono (ad esempio il modo approssimativo in cui è tratteggiata la stella a cinque punte disegnata sul volantino), ma non escludono nulla. Potrebbe trattarsi di un mitomane, certo, ma forse no. Intanto, appunto, la vigilanza intorno al sindaco e Milone è stata rafforzata.
 

Sarà così anche nel prossimo futuro, pur trattandosi di controlli che non limiteranno l’attività quotidiana di nessuno dei due. Anzi, proprio Milone ha detto fin da subito che non si farà intimidire e andrà avanti sulla strada intrapresa, cioé quella delle verifiche nelle aziende cinesi per cercare di arginare l’illegalità. A questo proposito pare che sia già pronta a scattare una nuova ondata di blitz nelle aziende a partire dalla prossima settimana, quando anche l’attività imprenditoriale riprenderà a pieno ritmo dopo la pausa per le vecanze di Natale.

Leonardo Biagiotti

LA NAZIONE    del 07 Gennaio ’10

 

lettera a un giudice

Egr.Sig. Giudice, da cittadino qualunque e padre di famiglia, esprimo tutto il mio disappunto e indignazione per le scarcerazioni facili, per gli arresti domiciliari,  per i permessi premi agli assassini, mafiosi, pedofili ecc… che negli ultimi anni sono stati distribuiti a mio avviso molto leggermente, e vero che la legge lo prevede, pertanto nessuna violazione è stata fatta, ma è pure vero che la legge non obbliga ha concederli.

Lei Sig. giudice e la sola persona che decide, che valuta e dispone, per questo le chiedo di usare questo potere con molta responsabilità e rispetto verso le persone che hanno subito un lutto o un sopruso, prima di concedere un premio ad un mafioso o ad uno stragista vorrei che facesse mente locale pensando alle famiglie delle vittime, quelle vittime che hanno avuto un solo torto, quello di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, la invito a immaginare che queste vittime possono far parte della nostra famiglia dei nostri amici, prima di prendere qualsiasi decisione provi a pensare con che stato d’animo  può sentirsi chi ha avuto un lutto trovandosi davanti la persona che lo ha causato.

Negli ultimi anni le scarcerazioni facili anno causato molte vittime, pertanto le chiedo di metterci un freno, altrimenti la fiducia nello stato e nelle istituzioni subiranno un tracollo, innescando un senso di impotenza e delusione con il rischio di doversi rivolgere altrove per trovare quello che lo stato non può garantire, pensi alla frustrazione di chi rischia la vita per assicurare alla giustizia chi delinque, infine la parte economica, gli errori si pagano, e i suoi errori li pagano i cittadini Italiani, essendo lei  coperto da una immunità, auspicandomi che questa immunità sia tolta a breve, perché ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni senza trincerarsi dietro paraventi, ritengo ci siano dei reati talmente efferati dove non si può dimostrare nessuna indulgenza verso chi li ha commessi, pertanto la invito a una attenta riflessione prima di concedere le chiavi del carcere a questi delinquenti, perché una volta fuori tutti noi siamo le probabili vittime, compreso lei, nessuno è garantito contro il crimine, sappiamo tutti che chi lavora è sottoposto a sbagliare, nessuno di noi è immune da errori, pertanto  errare è umano ma perseverare nello sbaglio è diabolico!!!! 

 

                                                                                 

RESPONSABILE COMMISSIONE SICUREZZA

                                                                     Sergio Castignani

 

 

PRETENDIAMO LE SCUSE DEL CONSOLE CINESE

                                                                                                                                      

Dopo l’intervento del console cinese alquanto pretenzioso nei confronti dell’amministrazione comunale, ove chiede più rispetto e più diritti per i suoi connazionali, dimenticandosi che in una società civile ci sono diritti è doveri e soprattutto rispetto per chi ti ospita.

 Osservando lo stato di degrado, inciviltà e illegalità, nel quale molti suoi connazionali  vogliono vivere o sono costretti a vivere da una malavita organizzata cinese che sta riciclando gran parte del suo denaro sporco nelle nostra città,  rifiutando nel modo più assoluto l’integrazione, noi sosteniamo che la maggioranza dei cittadini  Pratesi non è disposta a vivere in questo stato.

Probabilmente nel suo paese è la norma, come probabilmente era la norma pretendere senza dare ad un’amministrazione prona ai suoi voleri, tenuto conto che l’intervento di questo signore è stato alquanto infelice e offensivo verso tutta la cittadinanza Pratese, pretendiamo delle scuse e soprattutto pretendiamo che invece di chiedere ad una città che ha già dato molto, inizi ha dare, altrimenti sarà molto difficile la futura convivenza, è vero che i Pratesi sono accoglienti e tolleranti ma non sono disposti ad essere offesi.   

Castignani Sergio

Responsabile Dipartimento Sicurezza

 

La città dei furbi 2

 

STUPEFACENTE!!

La Cap invece di prendere in esame proposte atte a limitare il proliferarsi di furbi che non pagano il biglietto, sceglie la strada più semplice, come da vecchia politica che non è la più giusta; e cioè far pagare un aumento a chi onestamente ha sempre pagato.

Calcolando che un cittadino per recarsi sul posto di lavoro deve prendere due linee,andata e ritorno  per cinque giorni lavorativi ad  € 1,00 a corsa spende mediamente  € 80,00 mensili; se consideriamo il particolare momento di crisi che attraversa la nostra città, gli stipendi non adeguati al costo della vita, sono una somma considerevole, oltre a questo, aumentando il costo dei biglietti invece di diminuirlo insieme ad una viabilità  caotica vecchia e inadeguata, messa in atto da un’ amministrazione che per sessanta anni non ha visto o per meglio dire non ha tenuto conto delle esigenze della città, non permette certo l’ incrementodel trasporto pubblico. Cosa necessaria se non vogliamo soffocare nel traffico, è nostro dovere consegnare alle future generazioni un territorio sano e vivibile,e per far questo dobbiamo tener conto di tante necessità, una fra queste è proprio il trasporto pubblico, pertanto vorrei fare i complimenti ai dirigenti Cap e all’amministrazione comunale per l’attenzione e la sensibilità dimostrata in questa occasione persa.

 

                                                                                                          Sergio Castignani

 

 

VERGOGNA CONSIAG

BOICOTTIAMOLO

Visto lo stucchevole gioco di poltrone da parte di certa politica, a scapito delle esigenze vere dei cittadini pratesi, che saranno le vittime di questo gioco politico del centrosinistra ( non dimentichiamoci che il CONSIAG è stato costituito, in gran parte, con i soldi dei contribuenti della nostra città), La Destra chiede ai pratesi di boicottare il gruppo CONSIAG stracciando i contratti di fornitura e di rivolgersi ai molti operatori privati a carattere nazionali, da cui possono anche avere cospicui risparmi di spesa.

Questo è l’unico modo democratico di esprimere il proprio malessere a questo tipo di situazione e far capire ai politici poco attenti alle proprie esigenze e alla gestione del bene pubblico che non sono adeguati a rappresentarli.

                                                                   Il Segretario Provinciale

                                                                       Sebastiano Campo

 

CONSIAG CASSAFORTE DEL POTERE DI SINISTRA

Venerdì abbiamo assistito al naturale epilogo sulla presidenza CONSIAG.

Per noi de La Destra è stato come vedere un film già visto, eravamo consapevoli che la maggioranza del Gruppo CONSIAG era ed è di centrosinistra e chi ha gestito il potere per 63 anni non avrebbe permesso che altri potessero mettere le mani sulla cassaforte di famiglia.

E’ l’ennesima dimostrazione che la sinistra oramai non ha più a cuore l’interesse della comunità pratese, ma gestisce solo il potere con i soldi dei cittadini.

La maggioranza dei pratesi ha capito e li ha cacciati dal comune, purtroppo non hanno diritto di voto sul presidente CONSIAG, altrimenti avrebbero cacciato pure lui.

L’unica dichiarazione che mi ha fatto sorridere è stata quella del deputato Lulli dove asserisce che il centrodestra ha cercato lo scontro e non ha cultura di governo ma propagandistica; nessuno può negare che il Sindaco Cenni si sia distinto per la sua civicità  e che ha sempre cercato il dialogo con il centrosinistra anche a scapito dei rapporti con i partiti politici che lo hanno sostenuto , per cui consiglio al sig. Lulli di non continuare a perorare una causa palesemente di interesse personale e politico del centrosinistra dimostrando in effetti  di essere lui il soggetto in perenne campagna elettorale, d’altronde essendo lui un fedele servitore del potere di centrosinistra forse non conosce la vera missione della politica: “l’interesse comune”.

                                                                   Il Segretario Provinciale

                                                                   Sebastiano Campo

 

 

PRATESI DI SERIE “A” E DI SERIE “B”

 

La nuova ordinanza varata dalla giunta comunale, che proibisce l’apertura di kebab, internet point, sexi schop lavanderie ecc…in centro storico, adducendo questo provvedimento al ripristino del decoro e della legalità, mi lascia alquanto perplesso, perché di fatto divide i cittadini, chi abita dentro le mura è di serie A pertanto deve essere tutelato, chi invece abita fuori le mura è di serie B e non ha diritto ha  vivere nel decoro; non è possibile accettare questa logica, anche se non scritta, che fuori delle mura è tutto ammesso. Condivido il provvedimento ma deve essere esteso a tutto il territorio comunale, contingentando le licenze di dette attività, senza creare figli e figliastri, ben venga il controllo delle attività ma deve essere esteso anche ai capannoni industriali cinesi e non, ai campi nomadi, i quali dovrebbero essere occupati solo temporaneamente e non per decine di anni; altrimenti che senso ha chiamarli nomadi, alle ditte artigiane straniere che nascono come funghi, facendo concorrenza sleale, tutto con controlli preventivi, controlli immediati e mirati che non necessitano di una squadre interforze ma solo di un collegamento con l’ufficio IVA, sempre meglio prevenire che curare.

La legalità non si ripristina con il protezionismo di una specifica zona, ma facendo rispettare la legge su tutto il territorio; in questo particolare momento con forza e decisione senza girare la testa passando davanti ad un eventuale abuso, se invece parliamo di decoro, questo provvedimento è veramente inefficace, in quanto spazziamo in cucina e buttiamo il sudicio in salotto e non dimentichiamoci che per arrivare a Prato dobbiamo passare per strade come viale Marconi, via Strozzi, via Pistoiese ecc. le quali non godono certo di uno spettacolo decoroso, fino ad arrivare in Piazza Duomo dove troviamo uno zoo di personaggi seduti sugli scalini della chiesa, impedendo a volte, persino l’ingresso ai fedeli, oppure girando per il centro troviamo ubriachi e nullafacenti seduti tranquillamente sui monumenti pronti a rompere le scatole a chi passa, per non parlare di via Magnolfi, via Cironi e S.Margherita dove sembra terra di nessuno, auto parcheggiate selvaggiamente, stereo a tutto volume e bottiglie di birra dappertutto. Se poi decidessimo di fare una passeggiata sulla pista ciclabile, vediamo zone dormitorio, ci accorgiamo che la manutenzione è scarsa il fondo è dissestato; arrivando all’altezza di via Protche scopriamo una zona proibita agli Italiani con relativa discarica, se condiamo il tutto con risse continue il decoro è assicurato. Premesso questo, far rivivere il centro limitando qualche apertura é utopia; queste soluzioni danno la sensazione di arrendevolezza nei confronti dell’illegalità, traspare un’impotenza nel controllo del territorio, vorrei sottolineare che gli spot pubblicitari durano poco, il rilancio del centro e di tutto il territorio Pratese passa attraverso provvedimenti mirati quali: il calmieramento degli affitti agevolando i proprietari che riducono i canoni, l’azzeramento della burocrazia, il finanziamento e incentivazione di progetti giovanili, diversificare in base al fatturato le imposte comunali, valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico  culturale attraverso un’agenzia turistica che funzioni, un’intensa programmazione di avvenimenti cittadini, quali mostre, fiere, dibattiti ecc. dando modo ai media di parlare di Prato come una città viva, e non solo per il degrado, migliorare la viabilità e il trasporto pubblico, infine far valere nei confronti delle ferrovie dello stato la necessità che la stazione di Prato diventi una fermata usuale come la città merita, cosa non difficile, in quanto quasi tutti i treni che attraversano l’Italia passano da Prato, migliorando, di fatto, partenze e arrivi, oggi molto problematici.  

 

Castignani Sergio

 

 

LA CITTA’ DEI FURBI

Prato la città dei “furbi” come più o meno tutte le città Italiane.

Ma essendo Pratesi parliamo di Prato e del trasporto pubblico in particolare, dove un’altissima percentuale di stranieri, non solo non paga il biglietto, ma usa il mezzo pubblico a volte con grande maleducazione e prepotenza come se fosse di loro proprietà. Questo nasce dalla loro pessima considerazione delle istituzioni ritenute con ferma certezza molto deboli.

Non voglio entrare nel merito della legalità, in quanto competenza delle forze dell’ordine che purtroppo vedono vanificarsi molti dei loro sforzi in fase di giudizio.

Parliamo invece dei “furbi” che si approfittano della  disorganizzata, e in alcuni casi inesistente rete di vendita  dei biglietti. Ciò avviene in particolare la Domenica, quando i controlli sono rari, inefficaci e a volte discutibili; tra questi “furbi” dobbiamo inserire sia gli stranieri sia gli italiani. In quanto ai provvedimenti, in alcuni casi possiamo effettivamente definirli discutibili come nel caso di multe ad uno studente che si è scordato l’abbonamento a casa, o multe ad una persona anziana perché  ha vidimato il biglietto sbagliato. Tali situazioni si verificano perché non c’è possibilità di controllare tutta la rete, per cui ci si accontenta di essere intransigenti solo con il cittadino Pratese perché può essere rintracciato in qualunque momento e perché può essere obbligato a pagare in quanto ha da perdere. Chi invece non pagherà mai sono quelli che vivono nei capannoni abusivamente, chi vive nei campi nomadi e chi non ha niente da perdere ufficialmente e se ne frega altamente delle nostre leggi, della nostra educazione e cultura, contando su una nostra, non infinita pazienza!!!

Chiedo agli amministratori comunali che usano i soldi della comunità per finanziare il trasporto pubblico, di arginare questa emorragia di soldi, equivalenti a molte migliaia di euro annui, perché non è giusto che i Pratesi debbono mantenere con i propri soldi un servizio anche per i “furbi”che ne usufruiscono gratuitamente. In proposito propongo, di usufruire delle associazione di volontariato e pensionati chiedendo loro la disponibili ad adoperarsi tramite gli iscritti per sostenere una possibile soluzione al problema dell’evasione citata:

1)      Volontari dotati di ricetrasmittente, con biglietti, alle fermate più importanti o comunque con scaletta settimanale in modo di visitarle tutte, non solo per vendere un biglietto ma per far capire ed educare sull’interesse comunitario di contribuire tutti pariteticamente.

2)      Percorrenza saltuaria dei percorsi segnalando a chi di dovere eventuali  pericoli e ostacoli per rimuoverli in tempo utile; producendo così anche un accurato controllo delle strutture pubbliche.

3)      Segnalazione di passeggeri senza biglietto o situazioni di pericolo in modo che, alla prima fermata o in quella successiva possa essere presente e possa intervenire chi di dovere.

4)       Denuncia per tentata truffa alla comunità per i recidivi di lungo corso ( magari condannandoli ha pulire opere pubbliche).

Propongo in oltre di migliorare la viabilità delle corsie preferenziali, migliorando di fatto il servizio, considerando che l’intervento in questa direzione ha un costo di gran lunga inferiore all’evasione e produrrebbe una maggiore fruizione e di conseguenza maggiori incassi.

SERGIO CASTIGNANI

 

Ecco perché il Parco Expò si può fare ( Area ex Banci)

 

Prato potrà fare concorrenza a Roma, Verona, Rimini Parma e Bari. In 10 anni ricavi per 59 milioni

 

PRATO. Se ne parla da settimane ma ancora in pochi conoscono numeri e valutazione. E' il piano industriale, affidato da Urban alla spa Sinloc, che, analizzado flussi, investimenti, mercati, ha messo nero su bianco se la realizzazione di un polo espositivo a Prato sia o meno un affare conveniente per la parte pubblica e per la parte privata. Una valutazione che è importante conoscere tanto più all'indomani dell'inaspettato «andiamo avanti con l'area ex Banci», pronunciato dal sindaco Roberto Cenni.
L'inizio è la fine. Per capire il giudizio che il pool di tecnici Sinloc ha dato sulla remuneratività di Parco Expò si parte dalle conclusioni. «Esistono i presupposti strategici e di mercato per creare nell'area metropolitana un polo expo in grado di competere con Rimini, Verona, Parma, Bari, Roma».
Col privato è meglio. A patto che la parte pubblica (Regione, Comune, Provincia, Camera di commercio, altri), proprietaria del "bene" Parco Expò non creda di poter rientrare dalle spese e avviare la fase del guadagno, unicamente "affittando" gli spazi per fiere, eventi o quant'altro. I tempi sarebbero biblici. L'unico sistema per raggiungere «il fattore critico di successo» è quello, da parte pubblica, di affidarsi a «un socio privato con adeguata esperienze e competenza nelle gestione degli eventi» che avrà la maggioranza delle quote (tra 60 e 70%) nella società mista pubblico-privato che gestirà eventi e fiere.
I sei big. In realtà - secondo il piano Sinloc - l'operatore privato ha un ruolo chiave, assolutamente imprescindibile. Per questo si analizzano i fatturati dei sei più grandi operatori europei del settore: Reeds Exhibition, 891 milioni di fatturato, 470 fiere organizzate; Gl Events, 606 milioni, 3659 fiere, 2600 eventi; Messe Frankfurt, 406 milioni, 36 fiere; Fiera Milano, unica italiana, 375 milioni per 28 fiere; Messe Dusseldorf, 304 milioni di fatturato per 59 fiere; Exposioum, 142 milioni per 5 fiere. Se Parco Expò davvero procederà, sarà strada obbligata passare attraverso il giudizio di una delle sei "sorelle".
Prima da soli. L'indagine parte da un dato di fatto: che i poli espositivi di Firenze (Fortezza da Basso, 42mila metri quadrati di superficie espositiva, 14 eventi fieristici tra nazionali e internazionali, 9.454 espositori, 82.500 visitatori l'anno) e Prato (49.700 mq per esposizione) restino «coordinati ma indipendenti nel breve periodo e, attraverso l'attivazione di mirate azioni di pianificazione congiunta, convergano in un unica realtà nel medio periodo». Cioè con calma e provvedendo anche a fare rimanere scissa la proprietà dei due poli, con la Regione nel ruolo di garante di una «progressiva integrazione e in veste di azionista nelle società».
L'investimento. Lo scenario preso in considerazione è quello della società in partenariato pubblico-privato per la gestione di fiere e eventi. L'investimento complessivo per il polo expo è di 254 milioni 715mila euro (per 59.970 mq di superficie lorda di immobile, 32mila mq di superficie commerciale, 49.700 di superficie espositiva, 3.900 posti auto) dei quali 33,6 milioni di contributo pubblico (Regione e Pius). La società, per funzionare, deve trovare 110,6 milioni e dalle banche devono venire altri 102 milioni, mentre altri 8,4 milioni sono di prefinanziamneto di opere di urbanizzazione. Totale 254 milioni e 715.000 euro. Questa è la spesa.
L'uso. Siccome il 70% delle entrate è rappresentato dalla vendita degli spazi espositivi e il 16% dal provento degli ingressi, il punto "forte" restano le manifestazioni fieristiche. Che diventano remunerative se se ne organizzano 2,5 l'anno di grandi dimensioni (usando cioè i 49mila 700 metri a disposizione): 1,5 tra operatori economici (le fiere per gli affari, come le fiere del tessile) e 1 aperta al pubblico (esempio: le fiere-mercato). Di fiere medie ne occorrono 3 l'anno (20mila mq); di piccole 5 (12mila mq) e "on demand" - aperte a chiunque voglia usufruire degli spazi - 8 (per 4mila mq). Totale 18,5 fiere l'anno. Gli eventi collegati o non collegati alle fiere dovranno essere nel complesso 116 e gli eventi "altri", ludico-culturali, 12.

I costi. L'indagine parte da un altro presupposto: che il Polo Expò pratese dovrà fornire servizi all'avanguardia ma con un più che giusto e concorrenziale rapporto tra qualità e prezzo. Per questo i parametri che l'indagine Sinloc individua sono da "occasione": il costo a mq per gli spazi espositivi è fissato in 100 euro (prezzi correnti tra 80 e 350 euro); gli spazi per eventi culturali a 7 euro al mq (correnti da 5 a 8); costo dei biglietti per fiere tra operatori: 10 euro (correnti da 10 a 25) e tra operatori e utenti 5 euro (prezzi da 5 a 20 euro).
A regime. Presi i paramentri, considerati i numeri, fatte le proiezioni, a regime (cioè nell'arco di 10 anni ma con utili per la società di gestione già dal secondo), gli espositori totali saranno 7 mila (18% internazionali), 700 mila i visitatori (20% internazionali) con ricavi totali pari a 59.327.393 euro l'anno con un margine lordo di 35.826.659 euro.
Perchè sì. Dunque può essere conveniente impegnare la città in un intervento così importante? «I presupposti perchè la cosa funzioni - commenta Loris Zanfranceschi, presidente di Urban, "padre" del Polo Expò - ci sono. Evidentemente bisognerà fare tutte le verifiche del caso: e prima vedere se c'è l'interesse delle grandi società di gestione eventi per Prato, come ha chiesto il sindaco. Certo, tutto questo dovrà essere gestito con grande professionalità, per evitare bagni di sangue».

di Cristina Orsini    IL TIRRENO

 

(15 ottobre 2009)

Allarme: "Sanatoria colf e badanti, rischio illeciti"

Il Comune denuncia dati anomali. Silli: "Molti cinesi e pakistani tra le 1725 domande". Via ai controlli

Prato, 15 ottobre 2009 - «Ci sono quasi 500 cinesi che hanno chiesto di essere regolarizzati nell’ambito della sanatoria per colf e badanti: questo dato fa pensare a qualche illecito». E’ l’assessore alle politiche per l’immigrazione Giorgio Silli a lanciare l’allarme alla vigilia dei primi appuntamenti in prefettura degli stranieri che hanno inviato la domanda al ministero dell’Interno.

In questo momento sono in corso le verifiche della documentazione da parte dello sportello unico per l’immigrazione (ne fanno parte prefettura, questura e direzione provinciale del lavoro), mentre a fine ottobre cominceranno gli incontri veri e propri, sempre allo sportello in prefettura, per ulteriori controlli e l’eventuale firma del contratto di soggiorno. E’ proprio in questa fase, dunque, che secondo Silli bisognerà fare la massima attenzione perché i numeri diffusi dal ministero suonano in maniera molto strana.

Nel complesso sono 1724 le domande di regolarizzazione di colf e badanti arrivate a Roma dalla provincia di Prato. Il record spetta ai cinesi (467 richeste), poi seguono gli stranieri originiari di Pakistan (281), Georgia (173), Marocco (167), Albania (116), Ucraina (67), Nigeria (69), Bangladesh (60), Senegal (49), Perù (43), Filippine (32), India (29), Cina repubblica nazionale (25), Brasile (17), Honduras (16), Moldavia (14) e Tunisia (12). Lo squilibrio fra il numero di domande arrivate da cinesi e pakistani e quelle da immigrati di altre etnie ha fatto suonare subito l’allarme in Comune.

«Il fatto che su un totale di 1700 domande 500 siano arrivate da cinesi e 300 da pakistani suscita qualche perplessità — commenta ancora Silli — Credo sia chiaro a tutti che in genere colf e badanti provengono da paesi dell’est o addirittura dalle Filippine».

La dichiarazione di emersione dei rapporti di lavoro irregolari doveva essere fatta fra il 1° e il 30 settembre da parte di quei cittadini, soprattutto extra Ue, privi di permesso di soggiorno e impiegati nelle famiglie come colf o come badanti. Ogni nucleo familiare, in base al provvedimento del governo, poteva regolarizzare al massimo tre lavoratori extra Ue: una colf per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare e due badanti per le attività di assistenza a persone affette da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza.

L.B.

LA NAZIONE  15 ottobre ’09

 

Problema impianti sportivi

 

Ho seguito con interesse la polemica sugli impianti sportivi della nostra città, a seguito dell’incontro fra il Sindaco Cenni e il presidente della federazione Atletica (FIDAL) Baldanzi.

Sono anni che faccio presente lo stato di degrado dell’impiantistica sportiva della nostra città, avendo svolto il mio impegno sociale e politico in gran parte nel mondo dello sport, sono attualmente componente della Giunta esecutiva Nazionale dell’ASI (Alleanza Sportiva Italiana), terzo ente di Promozione Sportiva a livello nazionale, in ordine di importanza, e Coordinatore Regionale di SCAIS Associazione Benemerita del CONI di consulenza e assistenza per gli impianti sportivi; ricordo una polemica durissima con l’allora assessore Favi (prima legislatura Mattei) che si arrabbiò moltissimo quando feci presente che gli impianti sportivi, in gran parte, erano fatiscenti.

Da allora sono passati circa 15 anni e non è cambiato molto, a parte il Palaconsiag (un Palazzetto dello sport con il tetto troppo basso per ospitare gare di Pallavolo, è tutto dire) e una pista di atletica, ancora da completare.

Il problema, non risolto anche in questa nuova legislatura, è la competenza della materia, purtroppo a guidare lo sport negli Enti locali non ci sono esperti di politica sportiva, ma dei signori di scarsa qualità che vengono dirottati a seguire la materia per coprire una poltrona politica spettante ad un determinato partito o movimento.

Il presidente del CONI ha ragione a definire da terzo mondo la situazione degli impianti sportivi della città, ha ragione quando chiede l’intervento di investimenti privati, ma non deve dimenticare che c’è una terza via da percorrere che è quella di intercettare soldi messi a disposizione o meglio chiesti come indirizzo di intervento dalla comunità europea, visto il “Libro Bianco sullo sport” approvato l’11 Luglio 2007 dalla Commissione europea che dispone su interventi per migliorare  e realizzare nuovi impianti sportivi, perché la commissione, con questo “Libro Bianco” evidenzia come l’attività sportiva oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini ha una dimensione educativa e svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo.

Quindi una sinergia fra Stato, Regione e Comunità Europea può essere quella terza via a cui facevo riferimento. L’intervento di privati, in questo periodo di vacche magre non è una soluzione percorribile.

Sebastiano Campo

Piana, Prato deve contare

Al sindaco non è piaciuta l’esclusione dal tavolo sui problemi dell’area metropolitana

 

 

PRATO. «La questione non è se Prato debba comprare un uno o due per cento delle quote dell'aeroporto di Peretola. Il problema è capire se lo sviluppo dell'aeroporto, assieme alla nuova stazione dell'alta velocità, dei rifiuti, del parco della Piana, siamo problemi da affrontare ciascun Comune per contro proprio o se invece la riflessione debba essere comune a tutti i protagonisti dell'area metropolitana».

Non è piaciuta al sindaco Roberto Cenni l'esclusione dalla riunione di ieri in Provincia a Firenze - invitata la Regione, i Comuni dell'hinterlanda fiorentino - dove sono stati affrontati i problemi più spinosi della Piana. «Non siamo stati invitati noi - continua Cenni - ma non è stata invitata nemmeno Pistoia. Credo invece che interventi così importanti a livello regionale come la revisione del sistema aeroportule o ferroviario, abbiano ricadute impressionanti anche sui nostri territori. Che devono partecipare alle discussioni e alle decisioni. Non si può continuare come si è fatto negli ultimi venti anni».

Cenni è chiaro sulle questione quote Adf: «Se si riterrà opportuno, per lo sviluppo futuro di Peretola, analizzare gli equilibri del sistema aeroportuale toscano nel suo complesso, evitando manovre contro Pisa, per esempio, e tenendo conto delle necessità non solo di Firenze ma dell'intera area metropolitana, allora io credo che sarà necessario ripensare anche i rapporti di forza tra pubblico e privato: la quota pubblica (oggi 80% in mano privato, il 20% in mano pubblica ndr) dovrebbe avere maggiore peso».

La necessità che «Prato si sieda a pieno titolo nei tavoli nei quali si discute il futuro dell'area metropolitna» la sostiene anche il presidente della Camera di Commercio Carlo Longo. «Prato dovrà incidere sui progetti di sviluppo di Peretola (la CCaa di Prato posside circa il 4% delle quote pubbliche di Peretola ndr) - spiega - perché da lì passerà anche futuro turistico e produttivo dell'area».

Più o meno la stessa opinione degli industriali pratesi che, sulla questione aeroporto, affermano che «è bene - è la nota dell'Uip - che Prato abbia maggiore parola in capitolo e che abbia anche maggiori possibilità di raggiungere lo scalo in tempi brevi: oggi infatti accade che il trasferimento da Prato a Peretola abbia una durata maggiore del volo che si va a prendere». L'unione industriali auspica «la realizzazione di adeguamenti strutturali del Vespucci, in particolare dell'allungamento dell'attuale pista di atterraggio e decollo o, in alternativa, di una nuova pista orientata diversamente».

Secondo Uip: «Far crescere l'aeroporto di Firenze - conclude - non avrebbe alcun impatto negativo nemmeno sull'aeroporto di Pisa che, anzi, potrebbe avere un ruolo più strettamente integrato col Vespucci per i collegamenti di più lungo raggio».

 IL TIRRENO  (13 ottobre 2009)

Scusate se siamo Italiani e soprattutto Pratesi

lunedì 21 settembre 2009 ho letto con molta attenzione l’intervista rilasciata dal presidente di Associna al vostro giornale (Il Tirreno), condivido in parte quello che ha detto il sig.Bai riguardo alla responsabilità della crisi Pratese,forse con una più attenta programmazione e cooperazione potevamo affrontarla meglio,ma resta il fatto che la maggior parte delle aziende cinesi lavora in nero,sfruttando i propi connazionali come schiavi,e non ottemperando a nessun obbligo di legge per la sicurezza  nei posti di lavoro,questa si chiama concorrenza sleale,pertanto le responsabilità della comunità cinese sono evidenti,come è evidente che il fiume di denaro che scorre nella comunità  non porti nessun beneficio alla città,visto che i soldi prendono il volo invece di essere reinvestiti sul territorio.

Il sig.Bai auspica un cammino insieme per combattere la crisi,me lo auguro,ma per camminare e lottare insieme  dobbiamo avere le solite opportunità,pertanto le aziende cinesi dovranno regolarizzarsi,altrimenti non vedo come questo cammino possa avvenire.

Fra le righe dell’intervista,anche se molto velata c’è un’accusa verso la città di Prato di intolleranza e razzismo,non posso accettare simili appellativi,la nostra storia passata e attuale parla per noi,se non fossimo stati tolleranti probabilmente la nostra città non sarebbe ridotta ad un enorme pattumiera,forse era meglio non esserlo!

Credo sarebbe opportuno che il presidente di Associna chiarisca questo punto altrimenti sarà molto difficile in futuro parlare di integrazione,integrazione già di per se molto difficile,in quanto la comunità cinese ha dimostrato di essere chiusa e di non accettare le nostre leggi,la nostra cultura,la nostra educazione e il rispetto della persona umana,da oltre venti anni non c’è un segnale di buona volontà per l’integrazione,assistiamo solamente alla richiesta di diritti omettendo di parlare di doveri.

 

                                                                               Castignani Sergio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 

 

 

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